Katmandu

Katmandu è la più grande città del Nepal, una città di circa 950.000 abitanti nella sola area urbana propriamente detta, che arriva a circa due milioni contando tutta l’area metropolitana.

Katmandu si trova nell’omonima valle del Nepal centrale, ed è lambita dai fiumi Bagmati e Vishnumati. Quest’ultimo confluisce nel primo insieme a numerosi altri torrenti che drenano la valle.
Questi due fiumi ne delimitano sostanzialmente l’area urbana propriamente detta: il secondo la lambisce ad ovest, mentre il primo, fiume sacro agli hindu, la delimita ad est ed a sud, separandola dalla contigua città di Patan.
L’area urbana è caratterizzata da una morfologia collinare che separa le vallate dei numerosi corsi d’acqua che defluiscono nel Bagmati prima che questo entri nella celebre Gola di Chobar.

Katmandu fu fondata dal re Guna Kamadeva nel 723 d.C., e divenne la capitale del Nepal unito nel 1768, dopo essere stata presa dal re Prithvi Narayan Shah.

Secondo un’antica leggenda buddhista, l’area in cui si trova in passato era occupata da un lago, ma Manjusri, Buddha della Consapevolezza, tagliò con la sua spada una collina creando la gola di Chobar, permettendo così alle acque di defluire e rendendo abitabile la regione.
Il centro storico è stato inserito dall’UNESCO nella lista dei Patrimoni dell’umanità.

A partire dagli anni sessanta, Katmandu è divenuta una meta molto popolare per turisti occidentali, e si è trasformata in una sosta obbligata per i seguaci della cultura hippy.

Il centro urbano della città presenta un nucleo storico risalente perlopiù al XVII secolo che si sviluppa nell’intorno della celeberrima Durbar Square, ricca di templi induisti.
Numerosi altri templi sorgono isolati gli uni dagli altri presso molti incroci stradali, sicché nella città si concentrano, come del resto nell’intera valle, centinaia di templi hindu; fra questi il più noto è quello di Pashupatinath, sulle rive del sacro fiume Bagmati nella cui vasta area si trovano, per lo più allineate sulla riva destra del corso d’acqua, anche numerosi plinti lapidei atti alle pire per la cremazione dei cadaveri.
katmandu-7-021Vi sono anche numerosi luoghi sacri buddhisti come quello celebre di Swayambhunath (noto anche come il Tempio delle Scimmie), posto su una collina ad ovest della città; e quello di Bodnath nella periferia orientale a cui fa capo una consistente comunità tibetana sfuggita alle persecuzioni cinesi. Non è un caso dunque che in questi luoghi vi sia la maggiore concentrazione di edifici a carattere religioso del pianeta. Molti degli edifici del centro storico sono stati in passato danneggiati dai terremoti, e più recentemente dall’inquinamento.
Nella stessa parte della città si trova anche un’estesa spianata erbosa in parte attrezzata a parco, con zone per attività sportive. Quest’area costituisce un continuum urbano con quella rettangolare del Palazzo Reale e dei suoi parchi, recintata da alte mura e cancellate.

Appena a nord del centro storico, a partire dagli anni ottanta del XX secolo si è sviluppato, anche in questo caso abbastanza caoticamente, il quartiere turistico di Thamel, caratterizzato da anguste stradine trafficatissime di veicoli a pedali, a motore e pedoni, nel quale si trovano centinaia di alberghi, guest houses, ristoranti, bazar, negozi per lo più ad uso dei turisti occidentali che affollano questa parte della città sia per visitarne l’immenso patrimonio monumentale, sia per organizzare viaggi nelle altre zone del Nepal a scopo di trekking, rafting sui fiumi o alpinismo.

2Il tessuto urbano della città è caratterizzato pertanto da un disordine urbanistico notevole, indice anche di una crescita urbana e demografica tumultuosa: si stima che la popolazione dell’area metropolitana stia crescendo al ritmo di oltre 150.000 persone all’anno. Basti osservare ad esempio che a Katmandu le strade, tranne poche eccezioni riguardo alle arterie principali, non hanno una denominazione, motivo per cui non esistono indirizzi ma ci si orienta, ad esempio, col riferimento dei chowk principali: Indra Chowk, Asan Tole, Thaiti Tole, Chhetrapati e tanti altri sono il riferimento urbano per la miriade di esercizi commerciali, abitazioni, alberghi e ristoranti che si trovano nel loro intorno, nel raggio di 100 o 200 m a seconda dei casi.

Nella zona orientale della città, oltre il corso del Bagmati, sorge l’aeroporto di Tribhuvan che, seppure sia l’unico del Nepal a carattere internazionale (collegamenti diretti con l’India, col Medio ed Estremo Oriente, ma anche con qualche città dell’Europa), si caratterizza per un modesto traffico passeggeri: meno di 500.000 passeggeri/anno.
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